Auto elettriche, sostenibilità ed economia circolare

05 Ott
auto elettriche

Auto elettriche, sostenibilità ed economia circolare

Nell’ambito del Grean Deal la Commissione Europea ha recentemente varato un nuovo pacchetto di misure noto come Fit for 55 per raggiungere l’obiettivo di impatto climatico zero. La transizione verso l’azzeramento delle emissioni di CO2 si strutturerà in due fasi:

  • una prima fase che prevede entro il 2030 la riduzione delle emissioni del 55% rispetto ai livelli del 1990
  • una seconda fase che prevede il totale azzeramento delle emissioni e la neutralità climatica dell’Europa entro il 2050

All’interno delle indicazioni contenute nel pacchetto Fit for 55 ha fatto molto discutere la forte accelerazione data all’abbandono dei motori a combustione interna. La timeline fissata dalla Commissione europea per l’abbandono di questi motori è il 2035, anno dopo il quale in Europa si potranno vendere esclusivamente auto e furgoni elettrici. In concomitanza con l’abbandono delle auto a benzina e diesel la Commissione Europea prevede l’ampliamento delle infrastrutture di ricarica per le auto elettriche.

La scelta di passare al trasporto privato elettrico è una scelta ponderata che ha come obiettivo quello di ridurre drasticamente le emissioni di carbonio che sono la causa maggiore dell’inquinamento atmosferico. I trasporti sono responsabili, in Europa, del 30% delle emissioni totali di monossido di carbonio (CO) e il 72% di queste emissioni proviene dal trasporto su strada.

Proprio in quest’ottica si inserisce la scelta di promuovere i veicoli elettrici considerati meno inquinanti rispetto ai motori a combustione interna. Si tratta tuttavia di una scelta non priva di problemi e i motori elettrici presentano anch’essi dei rischi per l’ambiente che vanno valutati con attenzione.

Auto elettriche ed emissioni di monossido di carbonio

Sebbene le auto elettriche non siano responsabili di emissioni di monossido di carbonio nel corso del loro utilizzo, la loro Carbon Footprint è comunque elevata. Occorre infatti considerare la somma delle emissioni prodotte dalla fabbricazione e per tutto il ciclo di vita dei veicoli, compreso il loro smaltimento.

Una serie di dati fanno comprendere che il passaggio all’elettrico non sia così semplice e che persistono diversi problemi di inquinamento.

Il primo dato che sorprende è il fatto che circa la metà delle emissioni di un’auto elettrica nel corso della sua vita derivano dalla fabbricazione del motore. La realizzazione di un motore elettrico e delle batterie per alimentarlo pesano sull’ambiente molto di più di un motore a scoppio. Pertanto, le auto elettriche possono avere un importante impatto ambientale, a seconda di come sono realizzate. Una fabbrica che fa largo uso di energia rinnovabile per la realizzazione dei motori elettrici ridurrà alla base la maggior parte delle emissioni di CO del loro ciclo di vita.

Altro elemento da considerare parlando di auto elettriche è la loro alimentazione. Se è vero che non emettono direttamente monossido di carbonio nell’atmosfera, è altrettanto vero che le auto elettriche vanno alimentate. Le loro emissioni, pertanto, dipenderanno dalla composizione delle fonti energetiche del circuito a cui vengono allacciate per le ricariche. Una rete elettrica che si basa principalmente su combustibili fossili vanificherà i vantaggi del passaggio all’elettrico spostando la fonte dell’inquinamento dall’auto alla produzione energetica.

Impatto ambientale ed ecologico delle batterie al litio

Le auto elettriche, poi, presentano il problema delle batterie. Problema da non sottovalutare. Le batterie a piombo acido delle auto con motore a combustione interna sebbene tossiche, sono ormai soggette ad un efficiente percorso di riciclo. Non altrettanto si può dire per le nuove batterie al litio delle auto elettriche. Le batterie al litio, infatti, ancora non hanno un valido processo di smaltimento e recupero. Sebbene molte sono le realtà che in questi anni stanno studiando il problema, ancora non si è giunti ad una soluzione adeguata.

Secondo una stima, entro il 2030 ci si aspetta lo smaltimento di circa dodici mila tonnellate di batterie al litio. Una montagna di materiali da smaltire che possono arrecare notevoli danni ambientali.

L’industria sta al momento valutando strade differenti dallo smaltimento per prolungare la vita di queste batterie.

Una batteria al litio ha una vita media di circa 20 anni, ma nel corso del tempo riduce la propria capacità di accumulo. Ne consegue che batterie funzionanti all’80% del proprio potenziale non vadano più bene per far viaggiare un’automobile e vengano sostituite. Sfruttare per altri scopi queste batterie dismesse ne allunga il ciclo di vita ottimizzando le emissioni per la loro realizzazione. Un progetto pionieristico in questo senso è quello di Enel Group che a Melilla, in Spagna, in collaborazione con Nissan, ha convertito 90 batterie usate per accumulare energia all’interno della centrale locale. Si tratta di un progetto interessante che in un’ottica di circolarità e di sostenibilità mira a ridurre l’impatto ambientale delle batterie.

Ma prima o poi le batterie giungono al loro fine vita e occorre mettere a punto validi processi di smaltimento e riciclo. Attualmente il riciclo non è economicamente conveniente dal momento che l’estrazione dei materiali grezzi risulta meno costosa.

In Europa non si ricicla il Litio e solo il 12% di Alluminio, il 22% del Cobalto, l’8% del Manganese e il 16% del Nickel sono riciclati.

La situazione, tuttavia, sembra in procinto di cambiare: la EU ha recentemente proposto variazioni alla norma che regola la commercializzazione delle batterie sul proprio territorio. La nuova norma prevede l’obbligo di raccolta di almeno il 70% delle batterie ed il recupero del 95% di Cobalto, Rame, Piombo e Nickel in esse contenuti, il recupero del 70% del Litio e livelli minimi obbligatori di materiali riciclati all’interno delle batterie di nuova immissione a partire dal 2030.

Il sempre maggior utilizzo di materiali riciclati all’interno delle batterie mira anche a contenere l’eccessivo sfruttamento ambientale ed umano per la loro estrazione. L’approvvigionamento dei materiali necessari alla realizzazione delle batterie al litio, infatti, avviene con grandi costi ambientali. Si pensi ad esempio all’estrazione del litio in Cile e ai danni che sta provocando all’ecosistema e alla popolazione locale.

Auto elettriche ed aumento del fabbisogno energetico

Una conseguenza secondaria del passaggio all’elettrico è certamente l’aumento della richiesta energetica. Richiesta che potrebbe, almeno in una prima fase della transizione, essere soddisfatta con l’aumento dell’energia prodotta da combustibili fossili. Le centrali elettriche da fonti rinnovabili sono generalmente sfruttate al massimo delle loro potenzialità, senza margini di miglioramento. Un repentino aumento del fabbisogno energetico, pertanto, potrebbe essere soddisfatto solo aumentando la quota di energia prodotta da fonti non rinnovabili. Se il passaggio al trasporto elettrico non fosse accompagnato da scelte politiche serie sulle fonti energetiche, si potrebbe assistere ad un paradossale aumento delle emissioni di CO. In Europa, tuttavia, le politiche messe in atto mirano a potenziare le fonti di energia rinnovabile per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 il che dovrebbe scongiurare tale rischio.

Se a questo si aggiunge che i motori elettrici sono mediamente più performanti dei motori a combustione interna, il problema legato all’aumento del fabbisogno energetico appare ridimensionato.

 

Conclusioni

Da quanto visto finora appare evidente che il passaggio al trasporto elettrico non è privo di trade-off. Si tratta di una svolta delicata che va affrontata con attenzione da parte delle istituzioni.

Ci sono degli importanti margini di miglioramento e le caratteristiche dei motori elettrici li rendono, oggi, i migliori candidati per sostituire i motori a combustione. Un crescente numero di esperti concorda nell’affermare che il loro impatto ambientale può essere molto limitato, a patto che siano realizzati e caricati grazie ad energia proveniente dalle fonti rinnovabili.

In conclusione è possibile affermare che:

  • I motori elettrici in Europa sono responsabili di minori emissioni durante il loro utilizzo rispetto ai motori a combustione. E più è green la produzione energetica e minori saranno le emissioni.
  • In regioni dipendenti da fonti non rinnovabili per la produzione energetica le auto elettriche avranno un impatto maggiore sull’ambiente, ma non superiore a quello delle auto con motore a combustione interna. La maggiore performatività dei motori elettrici comporta un consumo energetico inferiore a parità di km percorsi.
  • In prospettiva, grazie alla crescente decarbonizzazione, il loro rendimento sarà sempre migliore.

Write a Reply or Comment