Italia e Sviluppo sostenibile. Un paese a due velocità

30 Ago
sviluppo sostenibile

Italia e Sviluppo sostenibile. Un paese a due velocità

Lo sviluppo sostenibile è il centro del poderoso piano finanziato dal progetto NextGenerationEU per la ripresa dalla pandemia. Una ripresa che deve condurre ad un futuro ricco di possibilità e di risorse per noi e per quanti verranno dopo di noi. Il percorso verso questo futuro passa necessariamente attraverso il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità individuati nei 17 SDGs.

Un recente studio, condotto in collaborazione tra Sapienza, Università dell’Aquila ed UnitelmaSapienza, evidenzia le diseguaglianze tra le regioni italiane proprio in relazione al raggiungimento di questi obiettivi. I professori Idiano D’Adamo, Massimo Gastaldi, Cesare Imbriani e Piergiuseppe Morone hanno analizzato la performance delle regioni in relazione a 178 indicatori di sviluppo riconducibili ai 17 SDGs. Ne danno notizia Stefano Cianciotta e Idiano D’Adamo in un articolo online che si può leggere al seguente link.

Nord vs Sud disuguaglianza di risultati

Il primo dato che emerge dall’analisi è la disuguaglianza delle performance tra Nord e Sud. Appare evidente dai dati ISTAT analizzati che le regioni che meglio affrontano le sfide della sostenibilità sociale ed economica sono al Nord. Trentino, Emilia e Friuli, in testa alla classifica, distanziano le meridionali Puglia Campania Calabria e Sicilia. Per tutti gli indicatori le regioni settentrionali e centrali sono sopra la media nazionale. Al di là di questo prevedibile risultato, che riflette il sostanziale tratto dualistico dell’economia italiana,  emerge una performance sopra la media delle regioni del Sud proprio in riferimento alla sostenibilità ambientale.

Interventi mirati per uno sviluppo sostenibile uniforme

Alla luce di questi dati appare evidente la necessità di un intervento mirato volto a colmare le differenze sociali ed economiche tra Nord e Sud del paese. Un intervento che non comprometta la sostenibilità ambientale. In quest’ottica la bioeconomia dovrebbe fungere da volano per lo sviluppo del paese. Un volano che generi ricchezza senza negare alle future generazioni un ambiente ricco di possibilità.

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